Compagnia Le belle bandiere

in coproduzione con Nuova Scena Saccisica

Regione Emilia Romagna  Provincia di Ravenna Comune di Russi

una lettura in concerto

tratta da

NON SENTIRE IL MALE

dedicato ad Eleonora Duse

di e con Elena Bucci

suono Raffaele Bassetti

http://www.youtube.com/watch?v=ybkeen32g6I&feature=relmfu

Eleonora Duse, nata nel 1858 e morta nel 1924, fu attrice e capocomica.
La libertà del suo agire rivoluzionò e sconvolse il teatro del suo tempo.
Detestava le biografie, le autobiografie e le commemorazioni.
Di lei ci restano lettere, scritti e testimonianze indirette.
Per me, fu anche una donna straordinaria.
C’è un tempo della vita in cui non bastano più mestiere, tecnica, lavoro, ma ci si domanda dove ci portino e cosa c’è oltre e altrove. Io ero proprio lì, quando, parlando con un amico sapiente, mi sono accorta che gli scritti e il pensiero della Duse mi avevano accompagnato per tutta la mia vita teatrale.

Ho cercato un luogo che mi parlasse e dei compagni generosi, e dedicando questo lavoro a lei ho raccolto i fili delle mie inquietudini, sperando che non fossero solo mie. Non avrei mai avuto il coraggio di questa solitudine senza il calore degli amici e di questo li ringrazio.

Non è stato per amor di stravaganza che ho progettato questo lavoro in un luogo – il Palazzo di San Giacomo a Russi, in stato di abbandono – pieno di memorie storiche e personali. Dovevo creare tutte le condizioni perché fosse possibile l’intensa trasformazione che volevo. Ora so che questo progetto mi accompagnerà per molto tempo,  perché si è situato in profondità e con precisione in un luogo interiore, attingibile e ritrovabile, pur modificando il linguaggio e l’espressione, in ogni momento.

Lo spettacolo è davvero scritto nel corpo, senza retorica, ed è questo che cercavo, e questo è il cuore del mio lavoro su Eleonora Duse, immaginata nel momento in cui, malata e sostituita da Gabriele D’Annunzio nella Figlia di Iorio, prende il copione e recita tutte le parti, tutte le scene, tutte le figure, davanti allo sguardo allucinato di Matilde Serao, puntuale e quasi invadente osservatrice e testimone.

Forse in quel momento la Duse, che recitando guariva dai danni della vita, provava a liberarsi e a vedere oltre la materia necessaria, odiata e amata, del teatro: le scene, i costumi, gli attori…forse sognava di poter volare per un attimo, come le altre arti tentavano, in uno spazio dove fosse possibile il teatro senza corpo e senza voce, libero dalla poesia inevitabile della sua continua distruzione nel qui e ora.
Liberandosi della materia del teatro, forse si rinnova il contatto con la vita, da lei sempre inseguito e sfuggito.

Ho attinto a lettere, scritti, testimonianze indirette che percorrono tutto l’arco della sua vita, ed il criterio di scelta è stato assolutamente personale, pur nel tentativo di comprendere e rispettare.
E inevitabilmente, tentando di essere medium di qualcosa che si è molto amato, si parla di sé.
Ho cercato di liberarmi da immagini indotte, stereotipi affascinanti, tentazioni estetiche e credo di avere trovato, nel coraggio e assoluta libertà di lei, una forza preziosa nell’accantonare regole e convenzioni.
Allo stesso tempo, ho lavorato perché fosse possibile, anche a chi non ne avesse mai sentito parlare, attingere a qualcosa di lei.

Attraverso Eleonora sono passate tante donne, nascoste in chissà quali pieghe della mia memoria.

Questo progetto, nato nell’aprile 2000, ha attraversato e attraverserà più fasi di allestimento, diverse per forma e per luoghi, ma tutte autonome e ripetibili. La prima è stata realizzata in forma itinerante, per abitare luoghi non teatrali, ville, palazzi e spazi all’aperto. Una seconda fase è stata pensata per il teatro. L’ultima fase traduce le precedenti in una versione-concerto per voce e pianoforte e per voce e altri strumenti.

Elena Bucci

Foto e tracce di questo lavoro sono in ‘La giornata libera di un fotografo’

di Maurizio Buscarino.

È stata realizzata una versione per la RAI radio 3 per il progetto di Mario Martone

‘Il terzo orecchio’.

 

RASSEGNA STAMPA – estratti

“…bravissima Elena Bucci che svela la profondità dell’attrice..
L’arte dell’attore teatrale è un mistero appassionante e segreto, difficile da trasmettere ai posteri… coraggiosamente, Elena Bucci, premiata attrice di qualità, si pone il problema affrontando la grande, enigmatica figura… in uno spettacolo tutto suo…tra luce e ombre, apparendo da un tendaggio indifesa davanti agli spettatori, o meglio tra loro, in preda a un’emozione contagiosa… la Bucci non pensa neppure ad evocare il fantasma della Duse che recita. Ma insegue le sofferenze umane di un’esistenza intessuta d’angosce… ossessionata dalla domanda sul senso di un’arte effimera e radicata per lei proprio in quell’inesausto patire. E il tragitto la conduce a una mancata andata in scena, per essere in privato… quella figlia di Iorio creata dal Vate per lei e poi affidata a un’altra, anzi a dire tutta sola l’opera della sua vita, nel silenzio della sua stanza… Ma prima che la recita cominci cala il buio su questo insolito toccante spettacolo tutto interiore, un atto d’amore per l’umanità della donna aldilà del personaggio. “

Franco Quadri ‘La repubblica’

 

“George Bernar Shaw definiva Eleonora Duse con un colore: ‘grigio’. Un grigio luminoso e tormentoso che scuote, squassa, incanta, affascina e impaurisce. Il colore di una umanità tormentata, di un’arte estrema, ansiosa, mobile; frutto di scontento, di disagio, di ricerca, di opposizione. Ed è proprio questa energia tempestosa, folgorante e luminescente che attraversa l’arte e la vita della Duse, che la brava Elena Bucci evoca e materializza nel suo ‘Non sentire il male’, un monologo intenso e vibrante, ben strutturato drammaturgicamente, recitato con lievità espressiva e potente densità interiore. Per frammenti, per squarci rapidi, per lampi, Elena Bucci compone il ritratto della Duse, parlando dei suoi amori, della sua arte, della sua nascita, della sua morte, in un fluire nel quale non può esistere una cronologia, perché è un tempo interiore, è il tempo dell’anima… tutto si fonde e si confonde ed emerge un ritratto di una donna e di un’artista straordinaria… Un ritratto affascinante che è anche un’ottima prova d’attrice,”

Magda Poli ‘Il corriere della sera’

“E suona strano, piacevolmente strano, che, tra gli innumerevoli esiti di una scena giovane che sembra non conoscere cosa c’è tra Shakespeare e Genet, una giovane attrice, in questo caso anche drammaturga, abbia scoperto fili comuni di inquietudini artistiche ed esistenziali con la divina Eleonora, tanto da dedicarle uno spettacolo…costruendo una bella drammaturgia fluida e per nulla didascalica, in cui l’arte si fonde con la Storia e l’amore con il tempo che passa…Pochi oggetti e luci sapienti assecondano l’emozionante prova d’attrice della Bucci, duttile nell’interpretare con discrezione e senza inutili istrionismi diversi personaggi, ma soprattutto complice fino all’identificazione di un grande destino di solitudine  e di libertà.”

Claudia Cannella ‘Hystrio’

 

“È un monologo, ma non si pensi a un monologo ‘classico’ o ai tanti assoli che affollano le scene. Elena Bucci attrice e donna è Eleonora Duse, non ne interpreta la figura, ne rivive le tensioni, strappate a diari, lettere, testimonianze, in un filo di voci, suoni, luci che sfiora l’autobiografia. ‘Non sentire il male’ è un diario di un’anima e del teatro… Elena Bucci ha uno stile immediatamente riconoscibile, come una grafia: è un gioco di voce, di parole che sfiorano il sussurro eppure sono plastiche e dure, di sillabe sospese, di braccia e mani che danzano flessuose e sottili…”

Roberto Lamantea  ‘La Nuova Venezia’