L’immigrazione, il pregiudizio razziale, la giustizia sono temi che solcano la contemporaneità e scuotono le coscienze di tutti. Per questo il Teatro dei Borgia, nel solco del proprio impegno sul fronte dell’arte civile, decide di raccontare la vicenda dei due migranti italiani, vittime simbolo di ogni discriminazione e ingiustizia. Il lavoro poggia su due attori istrionici e infaticabili che, da soli, senza l’aiuto di trucchi o artifici scenici, recitano, danzano, cantano a cappella e narrano le tappe della vicenda giudiziaria, inquadrandola nello scenario storico–politico del tempo. Ma, soprattutto, rivivono gli scontri, l’amicizia e i sette anni di carcere di due uomini soli. Attraverso le armi del teatro il corpo dei due attori tenta di sottrarre questa storia alla trappola della retorica e del melodramma, in cui è facile cada, e di restituirla così al piano del mito.

Attraverso le armi del teatro, il corpo di due attori che si offrono senza riserve, il linguaggio del cabaret, gli sketch, i canti, si tenta di sottrarre questa storia alle trappole della retorica e del melodramma e di restituirla così al piano del mito. E questo è il mito di due umili, due ultimi, due migranti, entrati nella storia come eroi moderni: condannati alla sedia elettrica per un crimine che non avevano commesso, in un processo politico paradigmatico, lottano fino a divenire simbolo universale delle battaglie per i diritti di uguaglianza e giustizia. Il lavoro vuole però innanzitutto parlare al mondo di due persone, di due uomini, due sognatori, innamorati come tutti della vita, con le loro speranze, la loro riservatezza, la loro musica, le loro differenze caratteriali, la loro quotidianità. Il loro rapporto che muterà nei tanti anni insieme fino a diventare una grande amicizia. Un movimento continuo, sempre presente nell’aria dello spettacolo: ogni giorno Nicola e Bartolomeo devono improvvisare la loro vita, mantenendo però salda la loro identità di italiani, col sogno di una vita migliore, più libera, combattendo un mondo in cui il pregiudizio li circonda. Raccontiamo la storia di Bartolomeo e Nicola: un pescivendolo e un operaio, italiani transitati pochi anni prima da Ellis Island, come tanti giovani oggi transitano da Lampedusa, appassionati di idee politiche minoritarie e impopolari, che cadono in un circo mediatico nonché giudiziario, in uno show, che non poteva che concludersi con il loro sacrificio supremo e la gloria postuma.

Ideazione e regia Gianpiero Borgia

Con Raffaele Braia e Valerio Tambone

Produzione Teatro dei Borgia

Distribuzione: Marianna Pezzini – asso.lucciola@tiscali.it

tel +39.328.6115308